Alle Pendici di Anxur: cerimonia conclusiva della Terza Edizione del Certamen Anxuris
Pubblicato: 31 marzo 2025
‹‹Perché i classici sono la riserva del futuro››.
Giuseppe Pontiggia
Il 21 marzo u.s. si è svolta, nell’Auditorium “Fernando Gambacurta” del Liceo “Leonardo da Vinci”, la Cerimonia di Premiazione della Terza Edizione del Certamen Anxuris che ha come principale finalità la diffusione e la valorizzazione della cultura classica nella quale affondano e si rivelano le radici linguistiche e culturali della civiltà europea occidentale e, in particolare, della città di Terracina, in cui ha sede il Liceo “Leonardo da Vinci”. Da Anxur, antico nome del centro abitato, probabilmente di origine volsca, deriva la scelta del titolo Certamen Anxuris. Una importante sistemazione urbanistica della città, di età sillana, è testimoniata dal complesso del santuario delle sostruzioni del Tempio di Giove Anxur sul monte S. Angelo e da ulteriori resti nel Centro Storico alto.
La Cerimonia è stata introdotta dal convegno, Alle pendici di Anxur, e ha visto come relatori il Presidente dalla Commissione del Certamen, prof. Angelo Luceri, professore ordinario di Letteratura Latina, dell’Università degli Studi "Roma Tre"; indi Marcello Nobili, vicepresidente della Delegazione romana dell'Associazione Italiana di Cultura Classica; infine il grecista Paolo Scaglietti.
Alla presenza di un nutrito numero di studenti del nostro Istituto e delle scuole che hanno apprezzato e aderito al progetto, dopo l’introduzione della prof.ssa Luciana Sanguigni, ideatrice e referente del Certamen, il prof. Angelo Luceri ha aperto i lavori con la lectio magistralis, “La zoologia pliniana tra moralità e moralismo”. Angelo Luceri ha spiegato come a Roma gli studi zoologici trovano una prima, sistematica organizzazione nella maestosa opera enciclopedica di Plinio il Vecchio, il quale, in linea con l’antropocentrismo proprio degli Stoici, diviene il più autorevole testimone della curiosità della scienza antica per tutto ciò che la natura ha generato in funzione della creatura posta al vertice del piano provvidenziale. L’atlante zoologico pliniano si dota però anche di una dimensione etica, traendo dal mondo animale exempla di moralità, con l’intento non troppo celato di offrire ai suoi lettori uno stimolo di riflessione sul rapporto, spesso sbagliato, che l’uomo ha con la natura.
Il secondo intervento è stato presentato dal prof. Marcello Nobili, con il titolo “Alcuni aspetti della fortuna della Vita di Caligola. Svetonio e la Historia Augusta”. La presenza di reminiscenze svetoniane nella Historia Augusta è stata da tempo accertata. Esse sono di diverso genere: strutturali, ‘fattuali’, ma anche letterarie sotto forma di riprese verbatim. In particolare la Vita di Commodo, nonché la contemporanea (in tutti i sensi) Vita di Vero, sono costruite, per la parte prettamente letteraria e per quella coloristicamente aneddotica sulla falsariga delle biografie svetoniana e di figure che già all’inizio del II secolo erano leggendarie: le Vitae di Caligola e di Nerone in primis. Le intenzioni dell'autore della Historia Augusta, nel filigranare alcune biografie imperiali con passi svetoniani, erano morali in primis: Commodo viene implicitamente equiparato, a volte con una distorsione patente, ai due principali archetipi del tiranno. Tuttavia non si possono trascurare gli evidenti scopi letterari: l'autore (non particolarmente colto di fine IV secolo), sulla falsariga della sua fonte principale di III secolo, le perdute biografie di Marius Maximus, ha fatto dell'imitatio di Svetonio, molto letto e ammirato sotto l'Impero anche da autori cristiani, un principio capitale della sue Vitae, tantoché troviamo non solo citazioni che sono un ammiccamento malizioso dell’anonimo biografo, certamente un nostalgico dei valori e della cultura romana tradizionale, rivolto ai suoi eruditi lettori, divoratori di piccante biografia più che di tediosa storiografia, ma si può dire che tutte le parti di alcune biografie per le quali l'autore non disponeva di fonti autorevoli da recuperare sono create, inventate utilizzando motivi e linguaggio di matrice svetoniana.
Risulta chiaro che si tratti di temi di strettissima attualità che ci dimostrano come attingere alla fonte del pensiero greco significhi, per noi occidentali, recuperare, almeno in parte, la consapevolezza della nostra identità.
Dopo questi interventi di alto spessore culturale, il Dirigente Scolastico, prof. Sergio Arizzi, alla presenza della commissione, composta dal proff. Angelo Luceri, Marcello Nobili, Paolo Scaglietti, Luigi di Pinto e Pierluigi Pieri, e degli sponsor ha premiato i seguenti studenti:
Primo classificato Claudio Sanchini del Liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale;
Seconda classificata Irene Troiani dell’Istituto di Istruzione Superiore Vincenzo Simoncelli di Sora;
Per Andrea Cerasoli si tratta di un importante riconoscimento, poiché ha conseguito due menzioni nelle precedenti edizioni.
Nei saluti conclusivi, il Dirigente, ricollegandosi all’intervento del prof. Nobili, ha sottolineato che il Certamen rientra tra i progetti più noti della nostra regione e ha ringraziato le delegazioni provenienti dai licei della Regione Lazio e della Regione Campania, ai quali è stata consegnata una targa di ringraziamento.
A tutti gli studenti giungono i complimenti da parte del D.S., delle rappresentanze istituzionali, del mondo accademico, della Commissione del Certamen, degli sponsor e di tutta comunità educativa.
Si ringrazia il Dirigente Scolastico, prof. Arizzi, con il quale, in questi anni, abbiamo instaurato, attraverso il Certamen, il dialogo con i classici, lo Staff di Presidenza, il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, i Dipartimenti di Lettere Classiche e Lettere Moderne, la prof.ssa Laura Surace, membro del Direttivo della Delegazione romana dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, le signore Anna Rita e Rita della segreteria didattica per il lavoro organizzativo, i collaboratori scolastici et al.
Si ringrazia la Commissione formata dai proff. Angelo Luceri, Marcello Nobili, Paolo Scaglietti, Luigi Di Pinto e Pierluigi Pieri per l’encomiabile lavoro svolto con grande professionalità e con i quali si è creato un clima sereno e collaborativo.
Un doveroso ringraziamento alle Istituzioni che hanno patrocinato la Terza Edizione e gli sponsor per il prezioso contributo dato per la perfetta riuscita dell’iniziativa.
Ci auguriamo che il Certamen Classicum Anxuris continui a crescere e che costituisca una importante occasione di confronto di idee e proposte, anche di orientamento formativo, tra studenti ed insegnati, perché come scrive Giuseppe Pontiggia ne I contemporanei del futuro:
‹‹Anziché domandarci se i classici sono attuali (sono qualcosa di più, ha risposto una volta Borges, sono eterni), potremmo domandarci se sono attuali certi fantasmi che circolano tra i vivi. I classici continuano a esprimere, in un linguaggio spesso indecifrato o frainteso, i valori in cui possiamo riconoscerci. […], Non sono nostri contemporanei, siamo noi che lo diventiamo di loro. Dimenticarli in nome del futuro sarebbe il fraintendimento più grande. Perché i classici sono la riserva del futuro››.
La Referente del Certamen
Prof.ssa L.S.